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Così proteggeremo il tessile - Corriere della Sera (marzo 2008)

La Commissione di Bruxelles e il negoziato con la Cina sulla concorrenza sleale di Günter Verheugen*

I prodotti tessili sono molto particolari ed esigono un insieme di politiche favorevoli per crescere e svilupparsi, per questo motivo, non appena nominato Commissario per l'impresa e l'industria, mi sono dedicato allo studio di una nuova politica industriale per l'Europa. Occorreva respingere l'illusione che un giorno saremmo riusciti a guadagnarci da vivere con il terziario, lasciando l'industria manifatturiera ad altri. Nel complesso la situazione economica è stata molto favorevole negli ultimi anni e nel 2007 la crescita economica ha conosciuto una buona ripresa. L'Ue spera di creare sette milioni di nuovi posti di lavoro nel periodo 2006-2008. Il tasso di. disoccupazione in Europa, secondo le previsioni, dovrebbe scendere al 6,5 per cento nei prossimo futuro, mentre i livelli dl occupazione ricominciano a salire.

Il settore industriale del tessile e dell'abbigliamento ha raggiunto ottimi risultati nel 2007. Produzione, produttività ed esportazioni segnalano una buona ripresa e questo rappresenta il primo e il principale successo dell'industria, che può contare su una forza lavoro altamente specializzata e motivata. Sono convinto che a questo sviluppo ha contribuito anche la decisa attenzione della Commissione europea, puntata su crescita e occupazione.
Tra le principali iniziative avviate per 2 migliorare le condizioni operative, attribuisco una particolare importanza al nostro obiettivo che è quello di elaborare una normativa più efficiente. I costi amministrativi sono stimati al 3,5 per cento del nostro Pil. Abbiamo fissato un target chiaro per tagliare le spese amministrative del 25 per cento entro il 2012. Se saranno raggiunti gli obiettivi fissati a livello europeo e nazionale, il Pil europeo salirà del l'1,5 per cento.

Abbiamo inoltre intrapreso un vasto programma di semplificazione legislativa, che renderà la normativa più comprensibile e attuabile con costi minori. Il nostro obiettivo è quello di rivedere tutta la legislazione europea fino al 2009 e di proporre leggi semplificate nelle aree prioritarie.
Il nostro programma 2008 sostituirà le tre direttive esistenti sulla definizione dei tessili con un'unica normativa. Questo dovrebbe ridurre i costi per l'industria nello sviluppo di nuove fibre tessili e allo stesso tempo dare impulso all'innovazione. Avendo ricoperto in passato la carica di direttore del Gruppo di alto livello sul tessile e l'abbigliamento, so perfettamente che questo settore industriale deve affrontare un insieme assai complesso di sfide, a cominciare dai costi sempre più elevati di materie prime ed energia, la concorrenza globale e gli alti tassi d'interesse. Alcuni di questi fattori sfuggono al nostro controllo; negli altri casi occorre fare di più. Innovazione, ricerca e nuove specializzazioni sono la chiave delle competitività del tessile e dell'abbigliamento europeo.

ccorrono maggiori investimenti nella ricerca e nello sviluppo, specie dal settore privato. La creazione della Piattaforma tecnologica europea per il futuro del tessile e dell'abbigliamento rappresenta un passo importante nella direzione giusta. Occorre utilizzare questa piattaforma per pianificare le strategie migliori e convertirle in progetti validi.

Continueremo ad offrire il nostro sostegno a questi sforzi. I progetti relativi al tessile e all'abbigliamento hanno già ricevuto finanziamenti per 45 milioni dì euro dall'Unione Europea nell'ambito del Programma strutturale di ricerca.
L'industria europea del tessile e dell' abbigliamento partecipa inoltre a importanti schemi dell'Unione europea; a progetti pilota e azioni innovative espletati nell'ambito del Programma per la competitività e l'innovazione. Nella sua recente iniziativa sui principali mercati, e su mia richiesta, la Commissione europea ha incluso i tessuti tecnici per l'abbigliamento protettivo intelligente. Ci sarà da lavorare di comune accordo per garantire il successo dl questa Iniziativa. Le piccole e medie imprese costituiscono una componente chiave nella compagine dell'industria tessile e deIl'abbigliamento. Nel corso dei prossimi mesi, noi proporremo una legge con l'intento di facilitare le piccole e medie aziende a sviluppare il loro giro d'affari e migliorare la competitività.

Qualche parola adesso sulle problematiche esterne. Nel nuovo ambito commerciale internazionale, l'accesso al mercato è cruciale per restare competitivi. Forti investimenti nella ristrutturazione, modernizzazione, innovazione e know-how devono trovare la controparte nella nostra capacità di vendere i prodotti sui mercati mondiali.
L'industria europea non può competere con i produttori a basso costo di manodopera. Dovremo competere invece con le nostre forze, che si chiamano innovazione e conoscenza. È pertanto importantissimo proteggere e difendere il design e i marchi europei in tutto il mondo. Inoltre, occorre offrire alle nostre industrie un terreno di gioco equo e uguale per tutti. Nelle attuali conferenze di Doha, questo significa che l'Europa dovrebbe accettare tagli solo se sono effettivamente tali, come conseguenza dei dazi doganali sui prodotti industriali.

Ciò significa che l'Europa dovrà trovare il coraggio di ricorrere agli strumenti di difesa del commercio, qualora sia ritenuto giusto e necessario. L'Europa crede nel commercio internazionale ed è uno dei mercati più aperti. Ma gli strumenti per la difesa del commercio sono legittimi per tutelare i propri interessi, se occorre contrastare metodi commerciali sleali. Bisogna poi smantellare tutte le barriere non doganali al commercio e migliorare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale in tutto il mondo.

La Commissione ha intavolato dialoghi bilaterali con i maggiori partner commerciali per affrontare la questione dei diritti di proprietà intellettuale. Nel dicembre 2007 abbiamo varato un intervento allo scopo di aiutare le piccole e medie imprese ad affrontare le problematiche di questo tipo con la Cina. In Europa, le piccole e medie imprese dovranno essere maggiormente informate su queste tematiche. Lo scorso anno è partito un progetto triennale, specificatamente mirato all'industria tessile e dell' abbigliamento, per diffondere tra le aziende la consapevolezza sia delle minacce in atto che dei rimedi disponibili. l nostri negoziati esterni si sono focalizzati, come per tradizione, sulle questioni commerciali. Oggi hanno assunto un grande rilievo nel nostro dibattito la politica industriale e le questioni di normativa e di standardizzazione.

(Traduzione di Rita Baldassarre)
*Vice Presidente Commissione Europea, Direzione Generale l'Impresa e l'Industria

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